Verona.st - Il portale della città di Verona - Italia

Opere \ Madama Butterfly

Madama Butterfly

Madama Butterfly

(Tragedia Giapponese in 3 atti - Musica di G. Puccini - Libretto di G. Giocosa e L. Illica)

Dopo lo straordinario successo di Tosca, la creatività di Puccini si lascio stimolare da un piéce teatrale cui aveva assistito a Londra, rimanendone molto colpito: l’emozionante storia della giapponesina sedotta, abbandonata e poi suicida, era una vicenda umana che gli consentiva di esplicare tutta la sua capacità di commuovere, per cui Puccini fu ed è tuttora tanto amato. Il soggetto possedeva già una sua teatralità esplicita, di cui la musica sarebbe stata un ulteriore potenziamento. Inoltre dovette molto stimolare la fantasia musicale di Puccini anche l’ambientazione esotica, quell’estremo Oriente che, allo scadere del secolo XIX, stava prendendo piede nella ‘moda’ letteraria e teatrale.
Iniziata nel 1901, la composizione procedette con numerose interruzioni e la sera del 17 febbraio 1904, nonostante l’attesa e la grande fiducia dei suoi artefici, la Butterfly cadde clamorosamente alla Scala di Milano, inducendo autore ed editore a ritirare lo spartito e a sottoporre l’opera a un’accurata revisione. La versione che si ascolta oggi sulle scene di tutto il mondo è il frutto di molti rimaneggiamenti e alleggerimenti, che contribuirono però a decretarne il definitivo e imperituro successo.

PERSONAGGI PRINCIPALI: Madama Butterfly; Suzuki, sua ancella; F.B. Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti; Sharpless, console degli Stati Uniti a Nagasaki; Goro, sensale di matrimoni; Bonzo, zio di Butterfly.

TRAMA

Atto Primo. A Nagasaki, in una bella casa con giardino in collina, il tenente della marina americana, Pinkerton, attende il corteo nuziale della sua sposa, la geisha Cio-cio-san, detta Madama Butterfly. Durante l’attesa Goro, sensale di matrimoni, gli mostra la casa e gli presenta poi, tra i servitori, Suzuki, cameriera di Cio-cio-san. Nel frattempo giunge il console americano Sharpless, al quale Pinkerton rivela la sua morale libertina e cinica: descrive i pregi di Butterfly, dichiarando però di volerla sposare secondo la legge giapponese, con un matrimonio, pertanto, non riconosciuto dagli Stati Uniti e con il diritto di ripudiarla anche dopo un mese. Sharpless fa presente a Pinkerton che per Butterfly, invece, questo matrimonio è una cosa seria, ma non ottiene nessun ravvedimento da parte del tenente. Intanto la giovane donna, ignara e innamorata, esprime la sua gioia alle amiche e, appena entrata in scena, presenta i parenti al futuro marito. Terminata la cerimonia nuziale, sopraggiunge lo zio bonzo, maledicendo la nipote per aver rinnegato la religione degli avi sposando lo straniero. Pinkerton, però, lo scaccia e rimane finalmente solo con Butterfly.

Atto Secondo. In una stanza della casa Butterfly, accanto al bimbo nato dal matrimonio, parla con Suzuki: Pinkerton è partito, promettendo di tornare in primavera, ma da tre anni non dà notizie di sé. Suzuki tenta di far presenti i propri dubbi e sospetti sul comportamento del tenente americano, ma Butterfly, forte di un amore ardente e tenace, è convinta di non essere stata abbandonata dal proprio marito e fiduciosa l’attende. Sharpless giunge con Goro, con lo scopo di leggerle la lettera in cui si annuncia l’arrivo del tenente e il suo nuovo matrimonio con un’americana, ma dopo inutili tentativi, sempre soffocati da evidenti manifestazioni di fiducia della donna nell’uomo sposato, non osa riferire tale messaggio. Intanto Goro propone a Butterfly nuovi facoltosi pretendenti, dal momento che, per la legge giapponese, la donna abbandonata è considerata di nuovo libera, ma perfino il nobile e ricco Yamadori viene respinto: ella continua con ostinazione a ritenersi sempre maritata. Quando Sharpless tenta di prepararla alla notizia dell’abbandono, Butterfly gli mostra il figlio di cui Pinkerton ignora l’esistenza. Intanto al porto sta approdando una nave americana, ed è proprio quella di Pinkerton: Butterfly la identifica col cannocchiale e, commossa, adorna la casa di fiori, indossa per la particolare occasione le vesti nuziali e, seduta sulla stuoia, veglia tutta la notte in attesa dell’amato.

Atto Terzo. È l’alba. Butterfly, dopo aver aspettato inutilmente, si allontana dalla stanza col bimbo addormentato e sale a riposare. Poco dopo sopraggiunge Pinkerton e Suzuki va a chiamare Butterfly. Egli è accompagnato da una giovane donna, Kate, da lui sposata negli Stati Uniti, giunge con l’intento di prendersi il bambino – della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless –, portarlo in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Egli contempla la casa con grande rimpianto e, preso dal rimorso, si allontana, proprio nel momento in cui Cio-cio-san fa il suo ingresso con il figlio, non trovando il coraggio di incontrarla. Sharpless consiglia a Butterfly di affidare il bambino ai Pinkerton ed ella, avendo capito tutto dopo aver visto l’america, a malincuore acconsente con la speranza di garantirgli un futuro migliore. Promette di consegnare il bimbo entro mezz’ora, ma, rimasta sola ed ormai privata di tutti gli affetti più cari, decide di togliersi la vita: dopo aver abbracciato disperatamente il figlio ed avergli bendato premurosamente gli occhi, si uccide con un pugnale; quando Pinkerton entra nella casa di Butterfly per chiedere il suo perdono, è ormai troppo tardi.


©2006 Verona.st - Tutti i diritti riservati