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Opere \ La Carmen

La Carmen

La Carmen

Opéra comique in 4 atti - Musica di G. Bizet - Libretto di H. Meilhac e L. Halévy

La storia della partitura definitiva di Carmen è molto travagliata. La prima rappresentazione della Carmen avvenne all’Opéra-Comique, il 3 marzo 1875. Questa messa in scena fu seguita, per tutti gli tre mesi di prove, personalmente da Bizet, che apportò numerosi tagli e modifiche alla partitura originaria, costruita nello stile comique, cioè con dialoghi recitati alternati alle parti musicali. Poco dopo la scarsamente fortunata ‘prima’, l’autore pubblicò uno spartito per canto e pianoforte che modificava ulteriormente la stesura originale unendo nuovi rimaneggiamenti a quelli decisi durante le prove. Per l’autunno dello stesso anno, poi, Carmen fu inserita nella stagione di Vienna dove, per consuetudine, non si davano opere del genere comique: bisgnova dunque procedere alla preparazione di una versione ancora diversa in cui i recitativi musicati sostituissero i parlati. Proprio mentre si accingeva a questo, però, Bizet morì e dell’edizione di Vienna dovette occuparsi l’amico Guiraud: fu la sua versione, pubblicata nel 1877, a dare all’opera la veste nella quale fu conosciuta nel mondo. A tutto ciò si deve poi aggiungere che per decenni quasi ovunque fu la traduzione italiana del libretto: così si spiegano gli infiniti dubbi ed equivoci abbiano sempre accompagnato le critica a quest’opera, che resta comunque, però, un capolavoro e un successo di una popolarità universale.

PERSONAGGI PRINCIPALI: Carmen, sigaraia; Don Josè, brigadiere dei Dragoni; Micaela, fidanzata di Don Josè; Zuniga, capo dei Dragoni; Escamillo, torero.

TRAMA

Atto primo. Siviglia 1820 circa. Mentre molti passanti e soldati rendovono viva la piazza, dal suo paese di campagna, giunge Micaela, cercando del brigadiere Don José, suo promesso sposo. Le viene però comunicato che José non tarderà molto,ma non è ancora arrivato: la ragazza dunque preferisce allontanarsi, anche per evitare le insolenti attenzioni dei militari. Poco dopo arriva appunto Don Josè quasi subito irrompono sulla piazza le ragazze, che escono dalla manifattura di tabacchi , che ivi si affaccia, per la pausa. Mentre soltanto Don José appare assolutamente disinteressato alle giovani, riservando i suoi pensieri e il suo cuore solo a Micaela, tutti gli uomini attendono la comparsa di Carmen, bella e sfrontata sigaraia. Quando ella appare tutti le si stringono attorno, ma Carmen si accorge dell’indifferenza di Don José e, per provocarlo, gli lancia un fiore prima di rientrare al lavoro in manifattura. Don José, nonostante i suoi propositi di fedeltà a Micaela, è turbato dal gesto di Carmen e, quasi inconsciamente, nasconde il fiore sotto la giacca, proprio mentre torna Micaela, che gli consegna una lettera della madre, e, prima di tornarsene al paese, gli lascia un casto bacio. All’improvviso delle grida provengono dalla manifattura: è scoppiata una rissa tra le sigaraie e Carmen, la più aggressiva, che ha ferito al volto una compagna. Zuniga, tenente delle guardie, pertanto l’arresta e ordina a Don José di condurla in prigione, ma, rimasta sola con il brigadiere, la donna dà fondo alla sua rinomata arte di seduzione: promettendogli il suo amore in cambio della libertà, ottiene che Don Josè, definitivamente irretito, l’aiuti a fuggire.

Atto secondo. Qualche tempo dopo, nella taverna di Lillas Pastia, Carmen attende il ritorno di Don José - che era stato imprigionato per averla lasciata fuggire dopo la rissa - danzando con le altre zingare. Fra le acclamazioni generali entra il torero Escamillo, che vuole brindare con gli amici. Egli, irretito dal fascino della sigaraia, rivolge qualche frase galante a Carmen, ma il pensiero della donna è rivolto solo a Don José. Carmen appare fortemente cambiata, tanto che, agli amici contrabbandieri che la invitano a unirsi a loro per un nuovo colpo, risponde rifiutando e dichiarandosi troppo innamorata per imprese di tal sorta. Finalmente Don José, uscito di prigione, arriva, ma la tromba che suonare la ritirata fa sì che il brigadiere si accinga da subito a far ritorno in caserma. Ciò indispettisce molto Carmen - non abituata ad essere snobbata quanto, invece, a snobbare - che copre dunque di scherno l’uomo. A farla tornare sui suoi passi non valgono nulla nemmeno le dichiarazioni d’amore di Don Josè: i due litigano e soltanto l’improvviso arrivo di Zuniga – sopraggiunto per intrattenersi con la sigaraia - li interrompe, accendendo di gelosia Don Josè. Scoppia di conseguenza una rissa che vede protagonisti sia i due uomini che i contrabbandieri ivi presenti. Zuniga viene immobilizzato e messo sotto minaccia delle armi: a Don José non resta che unirsi a Carmen e ai suoi amici contrabbandieri, disertando l’esercito.

Atto terzo. Carmen e don Josè restano soli nel bivacco dei contrabbandieri sulle montagne. La vita clandestina fra i monti non si addice a Don José, torturato peraltro dai rimorsi, e il rapporto con Carmen non è più quello di un tempo, i loro non sono più un colloqui d’amore: sigaraia smania, com’è nella sua natura, per altre avventure e il suo atteggiamento fomenta la gelosia di Don Josè. La zingara interroga le carte e vi legge il proprio tremendo destino: la morte, ma la ragazza è determinata a sfidarlo. Nel frattempo sopraggiunge Micaela, salita fino al rifugio dei contrabbandieri nel disperato tentativo di redimere l’uomo che ama, cercando di convincerlo a raggiungere la madre morente. L’uomo la segue, ma non senza aver prima minacciato Carmen della quale è follemente geloso, dato il concedersi della ragazza alle avances del torero Escamillo, che l’ha ormai conquistata provocando la violenta reazione di Don Josè.

Atto quarto. Nella Plaza de Toros, di fronte all’arena di Siviglia, il popolo acclama festante il corteo dei toreri che si preparano alla corrida. Anche Carmen, ora innamorata di Escamillo, è fra la folla, e, nascosto nella confusione generale vi è anche Don José, roso dalla gelosia. Inizia la corrida e la piazza si fa deserta: da sola Carmen affronta Don Josè, che prima ne implora l’amore e poi, rifiutato, passa alle minacce. La donna, però, continua a negarglisi e in segno di disprezzo gli getta in faccia l’anello che lui le ha donato. Furente e accecato dalla disperazione, José la uccide con una pugnalata, mentre la folla, di nuovo riversatasi sulla piazza acclamando il vittorioso Escamillo, assiste allibita alla scena. Don Josè, rendendosi conto immediatamente di quanto compiuto in preda alla sua ossessione d’amore, cade sul corpo dell’amata ormai esanime e la invoca nella disperazione. Ma è troppo tardi: Carmen è morta e Don Josè si lascia passivamente arrestare.

 

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