Verona.st - Il portale della città di Verona - Italia

Opere \ La Bohème

La Bohème

La Bohème

(Opera in 4 atti - Musica di G. Puccini - Libretto di L. Illica e G. Giacosa)

Il romanzo "Scènes de la vie de Bohème" di H. Murger, fu d'ispirazione per un melodramma in musica, più o meno contemporaneamente sia per Leoncavallo che per Puccini. Se il primo iniziò la stesura precedentemente, fu però Puccini a terminare l'opera in minor tempo (si dice che le musiche vennero scritte in pochissimo tempo, anche se per avere un libretto che soddisfacesse il musicista di Torre del Lago, occorsero comunque quasi due anni). Le polemiche tra i due non si spensero mai, ma fu l'opera Pucciniana ad ottenere maggior successo e a destinare quella del rivale nel dimenticatoio. Infatti l'arte del commuovere gli spettatori, tipica di Puccini e che in quest'opera tocca l'apice, non ha mai smesso di indurre alle lacrime il pubblico, dopo la lontana prima rappresentazione al Teatro Regio di Torino, il 1° Febbraio del 1896, sotto la direzione del grande Arturo Toscanini.

PERSONAGGI PRINCIPALI: Mimì, fioraia; Musetta; Rodolfo, poeta; Marcello, pittore; Schaunard, musicista; Colline, filosofo; Alcindoro, vecchio consigliere di Stato.

TRAMA

Atto primo. Una fredda Parigi d'inverno fa da sfondo alla vicenda. In una misera e gelida soffitta, che fa loro da abitazione, per scaldarsi il poeta Rodolfo e il suo amico Marcello, pittore, non hanno di meglio che bruciare un manoscritto di Rodolfo: l'arte evidentemente non paga. Fortunatamente all'amico Schaunard, musicista, per stavolta è andata meglio: con il poco racimolato ha comprato cibo e vino e, insieme a Colline - filosofo, altro componente della combriccola di squattrinati - li porta alla soffitta degli amici per tentare di festeggiare degnamente la vigilia di Natale. Il festino è interrotto bruscamente solo dall'arrivo del padrone di casa che reclama la mancata pigione: solo ricattandolo sulla basa di una sua scorribanda amorosa di cui i quattro sono venuti a conoscenza, riescono a respingerlo senza estinguere il loro debito. Non c'è affitto da pagare che tenga: la tentazione di una vigilia di Natale passata in giorno per i locali del quartiere Latino è troppo forte e gli amici decidono di cedervi. Tutti dunque s'avviano. Solo Rodolfo resta in casa, per terminare un articolo per un giornale, con la promessa di raggiungere gli altri immediatamente dopo. Ma ciò che ritarderà la sua uscita non sarà l'articolo da scrivere, bensì l'incontro con Mimì, fioraia sua vicina di casa. La ragazza bussa alla porta per chiedere un fiammifero, ma, stremata dal freddo e da una malattia che, inconsapevole comincia a covare, sviene. Rodolfo la fa riprendere offrendole del vino per scaldarsi e, cadendo innamorato di lei, ne approfitta per raccontarle brevemente la sua storia e invitare Mimì a fare lo stesso: l'attrazione è reciproca.

Atto secondo. Rodolfo siede, con Mimì e gli amici al caffè Momus, dove, accompagnata dall'anziano Alcindoro, arriva Musetta, vecchio amore di Marcello. Proprio per provocare la gelosia del pittore la scanzonata donna usa il vecchio, illudendolo per poi abbindolarlo con un pretesto e allontanarsi con gli altri tra le braccia di Marcello, lasciando ad Alcindoro il conto di tutti da pagare.

Atto terzo. Alla Barrière d'Enfer Marcello sta dipingendo l'insegna di una trattoria quando sopraggiunge Mimì, dando sempre più evidenti segni della tisi che la sta consumando e di cui solo lei sembra non rendersi conto. La ragazza confida all'amico d'aver litigato con Rodolfo per via della sua eccessiva gelosia. di conseguenza Marcello va parlare a Rodolfo, nella trattoria: anch'egli sulle prime si dichiara intenzionato a troncare la relazione con Mimì, ma poi s'intenerisce al ricordo dei bei giorni passati con lei e al pensiero della malattia che l'attanaglia. Appreso in quel momento il suo triste destino Mimì si mostra e i due si abbracciano, intenzionati comunque a separarsi, data l'impossibilità di Rodolfo di assistere Mimì in modo adeguato. Intanto anche Marcello e Musetta litigano aspramente.

Atto quarto. Mentre Rodolfo e Marcello, nuovamente nella loro fredda soffitta, pensano alle due ragazze, loro amori perduti, sopraggiungono dapprima gli amici Schaunard e Colline, con i quali fingono di organizzare un banchetto. Ma ben presto arriva, agitatissima, Musetta. Ella afferma di essere affannosamente seguita da Mimì, ormai in condizioni disperate. Rodolfo immediatamente la fa accomodare in casa tentando di ristorarla in ogni modo, mentre Musetta e Colline escono per impegnare gioielli e giacca in cambio di un manicotto invernale - ultimo desiderio di Mimì - e di un medico, lasciando i due innamorati soli. Quando i due rientrano le condizioni di Mimì sono ancor più degenerate: il medico chiamato da Colline non arriverà mai in tempo: mentre Rodolfo si ostina a credere che la sua amata possa ancora in qualche modo essere salvata, Mimì gli muore tra le braccia.

©2006 Verona.st - Tutti i diritti riservati