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Luoghi \ Basilica di San Zeno

Basilica di San Zeno

Basilica di San Zeno

Percorrendo le Rigaste, ossia il muraglione alberato che fiancheggia l’Adige a partire dal Castello, ci si dirige verso la Basilica di San Zeno, stupenda chiesa romanica dedicata al Santo Patrono di Verona, che, proveniente dall’Africa, qui fu Vescovo nel IV sec. Guardando all’intero complesso della chiesa, si nota come esso non si costituisca soltanto della Basilica, ma anche di un Torrione del ‘200, che apparteneva al vicino monastero Benedettino, del campanile (XI-XII sec.) e della Chiesa Romanica di San Procolo. Ma tre sono gli elementi della facciata che più colpiscono, oltre ai leoni marmorei che sostengono le colonne del protiro: il bellissimo rosone a dodici spicchi; le quarantotto formelle bronzee (XII sec.) che abbelliscono il portale (anche se in realtà questo è visibile solo dall’interno della chiesa perché coperto da una porta di protezione) e che rappresentano scene del Vecchio Testamento sul battente di sinistra e del Nuovo Testamento su quello di destra; i rilievi in marmo (XII sec.) ai due lati del portale, anch’essi raffiguranti il Vecchio Testamento a destra ed il Nuovo a sinistra.
Quanto all’interno, sovrastato dallo stupendo soffitto ligneo “a carena di nave”, tre sono le navate della Basilica, come tre sono i livelli su è disposta: la Chiesa Plebana, la Chiesa Superiore e la Cripta. Se nella Chiesa Plebana, verso l’ingresso, vanno notati un’enorme coppa in porfido d’orgine romana e i numerosi affreschi che decorano le pareti, nella Chiesa Superiore troneggia invece Il famosissimo Trittico di Andrea Mantegna. Esso raffigura la Vergine in trono fra i Santi, risale al 1457-1460 e si trova soprà l’altare maggiore. Sempre nella Chiesa Superiore si può ammirare anche la statua di San Zeno che ride, statua con cui i veronesi hanno un particolare legame affettivo. Le reliquie del santo sono invece custodite nella Cripta, cui è possibile l’accesso soltanto due giorni all’anno.
Da segnalare è anche il bel chiostro romanico (XIII – XIV sec.), con le sue iscrizioni e i suoi sepolcri.

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